Calcare doccia: ecco cosa fare

Calcare doccia

Il calcare doccia si può accumulare dappertutto, a cominciare dal soffione stesso.

Come toglierlo? Ma soprattutto come prevenirlo?

In questo post vediamo le risposte a queste domande che ci affliggono tutti i giorni.

Calcare doccia: causa

Cominciamo col premettere un concetto fondamentale confuso da molti: non esiste l’acqua piena di calcare.

Il calcare, infatti, si forma solo scaldando l’acqua.

I minerali di calcio e magnesio, presenti sotto forma di sali in tutte le acque, si trasformano in carbonato di calcio e carbonato di magnesio che noi chiamiamo calcare.

Come vedi è il calore che crea il calcare, non è una caratteristica di un’acqua in particolare.

Ovviamente, maggiore è la temperatura dell’acqua e più calcare si formerà 😉

Calcare doccia: cosa fare

Che sia nel soffione, nella doccetta, sulle piastrelle o sul box doccia, per rimuovere il calcare è utile usare uno sciogli calcare decente.

Quello informato spray, infatti, è molto diluito e, nel casi di grossi agglomerati, inefficace.

Se il calcare è accumulato su una superficie, è sufficiente dare una passata con un panno imbevuto di sciogli calcare.

Se invece, il calcare è accumulato nella doccetta o nel soffione, bisogna lavorare con uno stuzzica dente per liberare tutti i fori di erogazione dell’acqua e poi bagnarlo con lo sciogli calcare e lasciarlo agire qualche minuto.

Meglio ancora, per combattere, il calcare doccia, è prevenire. Vediamo come!

Calcare doccia: come prevenire

Per prevenire la formazione dal calcare è consigliabile abbassare la temperatura dell’acqua calda sullo scaldabagno, o caldaia, stesso.

In questo modo, infatti, l’acqua viene scaldata di meno e c’è meno rischio di formazione di calcare.

Se vuoi tagliare la testa al toro e combattere al meglio il calcare, o perché ti piace l’acqua molto calda, è utile installare un dosatore di polifosfati.

polifosfati, infatti, oltre a svolgere una funzione anticalcare, agiscono creando una pellicola all’interno delle tubazioni, che protegge l’impianto evitando al magnesio e al calcio di aderire alle pareti con conseguente formazione di depositi di calcare nei condotti.

Un soluzione eccellente, non credi?

Se vuoi installare un dosatore di polifosfati, non esitare e chiamaci subito al 3898835026 e saremo da te in men che non si dica!

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Doccia intasata: ecco cosa fare

Doccia intasata

Finalmente hai deciso di farti una bella doccia, ma hai la doccia intasata e mentre ti lavi vedi l’acqua accumularsi sotto i tuoi piedi, che fare?

Vediamo insieme come puoi liberare la tua doccia intasata!

Doccia intasata: cause

La doccia si intasa per diversi motivi, ma escludendo i difetti dell’impianto (altrimenti la doccia non avrebbe mai funzionato ;)), quello che la blocca è sporco.

Lo so non abbiamo del fango addosso, ma la polvere, unita all’acqua, allo shampoo ed altro crea un bel agglomerato di sporco che blocca la conduttura dello scarico.

Ma procediamo con ordine!

La prima causa di una doccia intasata sono i capelli.

Se la doccia viene usata spesso dal gentil sesso, i capelli che normalmente cadono, vendono trattenute dalla griglia dello scarico e fanno defluire molto lentamente l’acqua.

Un’altra causa della doccia intasata è il fango.

Sotto al piatto doccia c’è un sifone che trattiene un pò di acqua per non farti sentire l’odore di fogna.

Questa parte dello scarico della doccia, dunque, trattiene le particelle di sporco più pesante e questo blocca lo scarico della doccia.

Questa massa può restare nel sifone o spostarsi lungo il tubo di scarico.

Come sbloccare, allora, la doccia intasata? Ecco cosa devi fare!

Doccia intasata: cosa fare

Se noti dei capelli intrappolati dalla griglia dello scarico della doccia, con l’aiuto di una pinza a becchi, cerca di rimuoverli tutti.

Se la griglia è asportabile, hai il lavoro facilitato!

La seconda cosa che puoi fare, prima di chiamarci, è controllare il sifone della doccia.

Si trova subito sotto la griglia e, di norma, è ispezionabile.

Controlla che non ci sia dello sporco che blocca il flusso dell’acqua grigia.

Se non ci sono capelli e non c’è sporco nel sifone, allora lo sporco si trova nel condotto di scarico più in là.

Quello che puoi fare è, con l’aiuto di una ventosa, cercare di frantumare lo sporco con delle compressioni e delle decompressioni.

Se anche con questo metodo, non ottieni risultati, allora è giunto il momento di passare alle maniere forti.

Con l’aiuto di un imbuto, e dopo aver asportato tutta l’acqua possibile nella doccia, versa lentamente, indossando guanti e occhiali, un acido sgorgante nel sifone della doccia.

Attendi quanto indicato sulla confezione del prodotto e fai scorrere acqua lentamente.

A questo punto la doccia dovrebbe tornare a funzionare al meglio.

Se così non fosse, rimetti l’acido e attendi più tempo prima di far scorrere l’acqua.

Se non sei pratico del fai da te o hai paura di creare più danni che benefici, non esitare e chiamaci subito al 3898835026 e saremo da te in men che non si dica!

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Galleggiante wc perde acqua: ecco cosa fare

Galleggiante wc perde acqua

Anche il galleggiante wc perde acqua.

Con il passare degli anni anche il galleggiante del wc può guastarsi e creare una perdita, questa volta però, dentro il wc stesso.

Quando, infatti, non lavora più bene, non ferma l’acqua in ingresso nella cassetta del wc e questa, una volta superato un certo livello di sicurezza, cade dentro al wc mediante un’apertura di troppo pieno posta vicino all’apertura della cassetta stessa.

Cosa fare, dunque, per rimediare a questa situazione prima che ingiallisca il wc o che persino cominci a perdere fuori dal wc?

Vediamo insieme cosa puoi fare!

Galleggiante wc perde acqua: sostituisci il galleggiante

Dolente o nolente, se il galleggiante del wc perde acqua, è giunto il momento di mandarlo in pensione e di assumere un sostituto valido.

Quando un galleggiante perde, infatti, è perché ormai si è riempito così tanto di calcare che il suo meccanismo interno non riesce più a funzionare.

Diamogli una pulita, dirai tu, ma purtroppo il corpo del galleggiante non è tutto smontabile e ci sono meccanismi non raggiungibili.

Banalmente il calcare entra sotto forma di polvere, ma non può uscire una volta diventato dei piccoli sassolini.

Con pazienza, quindi, non ti resta che smontare la placca ed il pulsante della cassetta, estrarre il galleggiante, procurarti un ricambio e rimontare il tutto.

Generalmente, quando si guasta il galleggiante, lo stesso fa, o farà a breve, anche la campana, quel meccanismo su cui agisci quando tiri lo sciaquone.

Visto quindi che hai smontato la placca della cassetta, tanto vale fare un restyling completo, per non dover fare il lavoro due volte.

Qui sotto trovi i link per i componenti delle cassette più diffuse presenti in commercio:

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Condizionatore non raffredda: ecco cosa fare

Condizionatore non raffredda

Avere un condizionatore che non raffredda nel bel mezzo dell’afa estiva è il peggior incubo degli italiani.

D’altronde il clima è questo: d’inverno fa troppo freddo e d’estate fa troppo caldo.

Sia che il tuo condizionatore abbia pochi o molti anni di vita, richiede manutenzione che, se non gliela dai, ti lascia a secco al momento del bisogno.

Condizionatore non raffredda: scarsa pulizia

Capisco che il condizionatore, essendo fissato in alto sul muro, è difficile da raggiungere, ma anche lui ha bisogno di una pulita ogni tanto.

Al suo interno, infatti, ci sono dei filtri il cui compito è trattenere le particelle di polvere che circolano nella stanza.

Dopo diversi mesi, però, vuoi che non si tappi.

Nella mia esperienza lavorativa ho avuto a che fare con filtri ricoperti da una coltre alta 1 cm di polvere! Non posso immaginare la salubrità dell’aria che è andata in giro in quegli anni.

Quello che succede, però, quando il filtro si tappa di polvere, è che il condizionatore non raffredda.

Hai mai provato a spegnere una candelina con la mascherina? Non si spegne!

Ecco lo stesso succede con il condizionatore, la ventola gira, il gas fa il suo lavoro, ma … non entra aria da raffreddare.

Lo stesso succede anche al motore esterno.

In questo caso, invece, si tappa la griglia dello scambiatore di calore che serve a raffreddare il gas in arrivo dalla stanza da raffreddare, o da scaldare a seconda della stagione.

Anche la macchina esterna, infatti, ha una ventola, ma avendo la griglia tappata, la mascherina non gli permette di svolgere al meglio il suo dovere.

Poi è ovvio che con il passare degli anni il livello del liquido refrigerante può abbassarsi, ma parliamo di molti anni.

Quindi, prima di incolpare il gas, pensa: quando è stata l’ultima volta che ho pulito il condizionatore?

Condizionatore non raffredda: guasto tecnico

Come tutti gli apparecchi elettronici, anche il condizionatore è esposto a difetti di elettronica.

Se il condizionatore non raffredda, infatti, può essere che la macchina esterna non sia partita.

E’ questa, infatti, che raffredda e manda in circolo il gas refrigerante.

Se noti che la macchina esterna non da alcun cenno di vita, è giunto il momento di farla visitare da un centro assistenza autorizzato!

Condizionatore non raffredda: basso livello di gas refrigerante

Eccoci finalmente al motivo a cui tutti prestano attenzione quando il condizionatore non raffredda, o scalda, più bene come prima.

Come accennato sopra, però, ce ne vogliono di anni affinché il livello del gas refrigerante si abbassi.

Soprattutto perché l’impianto è a tenuta stagna, un po’ come il frigorifero.

Quante volte hai ricaricato il gas al tuo frigorifero? (Sempre che sia durato a sufficienza per pensarci ;))

Condizionatore non raffredda: cosa fare

Per rimettere in sesto un condizionatore che non raffredda/scalda bisogna, per prima cosa, pulire i filtri dello split interno e la griglia della macchina esterna.

Per farlo avrai bisogno di un pennello curvo, guanti, straccio e spray igienizzanti, una scala, spruzzatore a pressione.

Per prima cosa, con l’aiuto di una scala, apri la parte frontale dello split, togli i filtri, dagli una spolverata e una sciacquata con un panno umido.

Poi spruzza l’igienizzante sulla batteria che vedrai sotto i filtri e lascia agire per qualche minuto, come indicato dal produttore sulla confezione.

Adesso non ti resta che riposizionare i filtri e pulire la macchina esterna.

Qui, sempre con l’aiuto di una scala, se necessario, raggiungi il retro della macchina e dagli una spolverata con il pennello.

Quando sarai soddisfatto del risultato, potrai, con l’aiuto di uno spruzzatore a pressione, dare una lavata alla griglia, per eliminare anche le particelle di polvere che si trovano tra le lame.

Solo dopo aver eseguito tutte queste operazioni si può imputare il livello del gas come causa della bassa efficienza.

In questo caso, però, è bene rivolgersi ad un tecnico che con gli opportuni strumenti potrà verificare il livello del gas refrigerante e, se necessario, rabboccarlo.

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Wc intasato: ecco cosa fare

Wc intasato

Il problema del wc intasato è una situazione diffusa, principalmente, tra i giovani.

Questi, infatti, tendono a buttare nel wc di tutto e di più, causando così il suo blocco.

Ma vediamo bene quali sono le cause del wc intasato e cosa puoi fare per liberarlo!

Wc intasato: cause

La principale causa, nonché la più diffusa, del wc intasato è semplice sporco.

La stitichezza, oltre a bloccare l’intestino, fa anche altro ;).

Anche l’uso di carta igienica in modo eccessivo crea lo stesso problema.

Questa, infatti, a contatto con l’acqua diventa una palla compatta e solida.

Un’altra causa molto diffusa del wc intasato è la tavoletta igienizzante del wc che accidentalmente cade e blocca lo scarico.

Questo, purtroppo, è il problema più insipido perché la tavoletta bloccata tende a trattenere tutto lo sporco possibile, rendendo fuori uso il wc.

Ma vediamo cosa puoi fare per sbloccare il tuo wc intasato!

Wc intasato: cosa fare

Per sbloccare un wc intasato, può essere sufficiente agire con una ventosa che, comprimendo e decomprimendo lo sporco accumulato, lo libera.

Se, invece, noti la scomparsa della tavoletta igienizzante del wc, sappi che sicuramente è caduta e che ti ha bloccato il wc.

In questo caso, dolente o nolente, dovrai smontare il wc e asportare la tavoletta con tutto lo sporco accumulato a mano, ovviamente usando dei guanti!

Adesso non ti resta altro che rimontare il wc nella sua posizione iniziale.

Prima di farlo, però, è buona cosa controllare lo stato dei morsetti, sia di quelli dello scarico che del carico dell’acqua.

Vedi, con il passare del tempo, questi morsetti sono sottoposti ad usura che li rende meno efficienti.

Se non cambiati, infatti, possono creare delle perdite che, nei wc a filo muro, sono invisibili.

Te ne accorgerai solo quando il tuo vicino di sotto verrà a bussare alla tua porta e lamentare che il suo soffitto gocciola!

Anche le viti di fissaggio possono essere danneggiati e vanno sostituiti.

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Dosatore di polifosfati: come funziona e a cosa serve

Dosatore polifosfati

Il dosatore di polifosfati è obbligatorio per ogni impianto e va applicato in caso di installazione di nuovi impianti, di ristrutturazione di impianti termici o di altri interventi parziali, che sostanzialmente vuol dire sempre.

Serve come trattamento anticalcare e anticorrosivo negli impianti idrici di casa e, nello specifico per la produzione di acqua calda sanitaria a uso domestico.

Si installa sotto il generatore di acqua calda, caldaia o scaldabagno che sia.

Senza di esso, infatti, i rompigetto si bloccano di calcare e, in alcuni casi, anche la cartuccia stessa del rubinetto si blocca.

In questo modo, dunque, non arriva più l’acqua calda alla doccia o al rubinetto del lavandino.

In alcuni casi, il rubinetto è così danneggiato che va sostituito.

Il problema maggiore, però, riguarda lo scaldabagno.

Il calcare che si forma, infatti, crea dei sassolini che bucano la serpentina dello scaldabagno stesso creando una perdita enorme.

Dosatore di polifosfati: come funziona

Chiamato anche dosatore proporzionale anticalcare, funziona sciogliendo in modo proporzionale il polifosfato alimentare nell’acqua. Il processo è semplice: questo elemento ha infatti un’azione “chelante”, cioè di schermatura, sulle particelle di calcio e magnesio che rischiano di depositarsi nelle tubature.

I polifosfati del dosatore agiscono creando una sorta di film all’interno delle tubature che le protegge dall’attacco del calcare e porta via gli ioni di calcio che possono arrecare il danno.

Dosatore di polifosfati: quanto dura

Il corpo del dosatore ha durata illimitata, fino a che morte non vi separi.

I sali in esso contenuti, invece, si esauriscono a cadenza regolare secondo l’uso e devono essere reintegrati grazie ad apposite ricariche.

Dosatore di polifosfati: Chiamaci

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Lavandino otturato: ecco cosa fare

Lavandino otturato

Avere il lavandino otturato è un problema comune nelle nostre case e crea diversi disagi.

Il primo fra tutti, dover trasportare tutte le stoviglie in bagno e lavarle magari in doccia creando un problema anche lì.

Non bisogna mai trascurare un lavandino otturato perché più passa il tempo e più diventa difficile sgorgarlo.

Ecco, dunque, i motivi per cui un lavandino si ottura e cosa fare per liberarlo.

Lavandino otturato: cause

La prima distinzione da fare è il luogo dove è messo il lavandino.

I blocchi che si formano in bagno sono assai differenti da quelli che si formano in cucina.

In bagno, infatti, un lavandino otturato è meno complicato da risolvere perché principalmente è bloccato da sporco leggero d’igiene (barba, capelli, ecc).

Sono poco frequenti, difatti, i casi di un lavandino otturato in bagno.

In cucina, invece, la situazione diventa più complicata.

Molte persone, non sapendo dove smaltire l’olio di frittura ed i piccoli frammenti di cibo, tendono a cacciare tutto nel lavandino, pensando che scorra via con l’acqua.

Purtroppo, però, ci sono alcune situazuazioni delicate.

Spesso, infatti, la cucina è posizionata, vuoi per estetica o per questione di spazi, lontano dal bagno.

Poiché la colonna fognaria, ossia il tubo che convoglia le acque reflue dalla casa alla strada, di solito è dietro il wc, questo crea problemi non indifferenti.

Più aumenta la distanza, infatti, minore è la pendenza del tubo di scarico murato.

In questo modo, l’olio fatica a scorrere e tende a depositarsi, accumulare sporco e detriti (un po’ come il colesterolo).

Cosa fare, dunque, per sbloccare un lavandino otturato?

Vediamo le soluzioni migliori!

Lavandino otturato: cosa fare

Per sbloccare un lavandino otturato, specialmente in bagno, può essere sufficiente usare una ventosa.

Questa, infatti, comprime e decomprime l’ari/acqua presente nello scarico e sblocca lo sporco.

Adesso basta far scorrere un po’ l’acqua e tutto si risolve.

La questione, invece, si complica per la cucina.

L’olio sedimentato, infatti, è solido e difficile da smuovere con la semplice ventosa.

In questo caso, prima di ricorrere agli agenti chimici, può essere sufficiente agire con una pompa sturascarichi.

Se questa non funziona, allora è possibile provare con un acido sgorgante.

In questo caso, però, è importante dotarsi di dispositivi di protezione individuale come guanti e occhiali.

Inoltre bisogna rimuovere tutta l’acqua raggiungibile, usare un imbuto e versare il prodotto con molta cautela poiché tende a creare reazioni esplosive.

Se anche questo modo, non funziona, allora bisogna tirare fuori l’artiglieria pesante.

E’ giunto il momento, infatti, di usare una pompa disotturante seria.

In questo caso, bisogna smontare il sifone sotto il lavandino per evitare di creare danni ad una eventuale lavastoviglie collegata, tappare tutti gli scarichi del bagno, ad esclusione del wc, con degli stracci bagnati e sparare più colpi d’aria compressa fino a quando non si libera lo scarico.

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Idraulico Milano pronto intervento: Recensioni

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